Racconto di Capodanno

Come ogni anno eccolo qui. Si chiama Countdown. Buon anno!

Cinque

«Mario?»
«Vedo.»
«Si dice call. Angelo?»
«Non ci penso proprio.»
«Si dice fold. Luca?»
«Io ci sto.»
«Vabbè, sempre call si dice. Matteo?»
«Anche io.»
«E io pure CALL. Oh prima di girare le carte però prepariamoci, non voglio finire come al solito eh.»
«Che c’è di male a festeggiare in ritardo?»
«Porta sfiga, ecco che c’è di male.»
«Ah beh invece gli anni scorsi sei stato fortunato.»
«No, infatti. Proprio perché mi ritrovo sempre con voi stronzi a giocare e ci perdiamo l’ora, ma quest’anno non mi fregate. Tadan! Ammirate: Veuve Clicquot 1998, annata supèrbe, e… non meno raffinata sveglia della nonna che non ha perso un colpo in 70, dico 70, anni, puntata a mezzanotte meno due minuti.
Quest’anno non me la fate sfigati, l’anno prossimo IO sono alle Maldive a capodanno, altro che in sta topaia.»
«De pirla va che è casa tua.»
«Appunto.»
«Eh appunto gira ‘ste carte piuttosto che manca ancora una vita a mezzanotte.»
«Nonono stavolta non mi fregate. Mancano 5 minuti e aspettiamo senno finisce come al solito. Le carte stanno lì mica si muovono eh.»
«Che cagacazz… Ahi! Oh ma che fai? Mi schiaffeggi…»
«Ti ho detto di lasciarle lì.»
«Ma va a cagare va…»
«Ok, l’hai voluto tu.»
BANG
«Cazzo ma sei matto? L’hai ammazzato.»
«Vorrà dire che da quest’anno giochiamo col morto. Ora rimetti il tuo culo sulla sedia e aspetta Luca, io un altro capodanno così non lo passo. Cinque, quattro, tre, due, uno…».

Quattro

«Siete sicuri che sia qui la festa?»
«Massì chiaro, il navigatore non sbaglia.»
«Sì sì, stai tranquilla Milly. L’ultima volta che ha detto così, siamo finiti in Svizzera…»
«Secondo me ha ragione Alfredo, il navigatore non può sbagliare e poi lo sapete come sono ‘sti ricconi, se non vivono in culo ai passeri non sono contenti, sono ossessionati dalla gente. E poi Millina, amore mio, tu credi sempre di esserti persa.»
«Pensiamo a goderci il viaggio piuttosto. Che hai portato Giorgio?»
«Il solito direi.»
«Di nuovo quella noiosissima droga dello stupro… uff Giorgio che noia, ma non dovevamo ballare quest’anno? C’è quel locale nuovo…»
«Maddai con ‘sti scambisti che palle, siamo già in quattro Samanta. E poi vuoi mettere, ragazzine viziate inermi, nonne nobili ignare, non c’è paragone dai. Certo dovresti evitare di fare come l’anno scorso e prenderla anche tu, se no chiaro che la trovi noiosa… dico male amore?»
«Nono Giorgino, dici sempre bene tu. Alfredo scusa se rompo ma sei proprio sicuro che…”
«Oh cazzo Milly sì, sono sicuro. Il navigatore non…»
«Alfredo smettila, c’è un bar aperto, ora ci fermiamo e chiedo la strada ok, senza farmi vedere così evitiamo non ti tiri una settimana. Giorgio, la droga.»
«Scusa Sam?»
«Sam un cazzo, dammi tutta la droga che hai addosso.»
«Wow che caratterino, okok ecco qui: 7 fialette.»
«Giorgio!»
«Okok non ti arrabbiare, ecco qui.»
«Venti? Dico ma sei pazzo. Che pensavi, di scoparti tutti gli invitati?»
«Esagerata… è capodanno una volta l’anno.»
«Dai Alfredo fermati, scendo io.»
«Va bene, non fare troppo la vacca eh.»
«Fottiti.»
«Cazzo Alfredo dovresti fartela un po’ di più, è acida.»
«Ma guarda non è più lei, non facciamo una gang che sarà un mese.»
«Umm brutto segno… vero Millina?»
«Sìsì, brutto.»
«Oh eccola…»
«Alfredo spostati, guido io.»
«Ma…»
«Ho detto spostati.»
«Ok.»
«Sai Sam, dovresti proprio…»
«Chiudi la fogna Giorgio vi porto alla festa, ho preso il vino così magari diventate più simpatici.»
«Brava, allora noi sei proprio rompipalle del tutto. Cominciamo coi brindisi!»
«Dai un sorso a testa. Primo! Ahh! Tieni Alfredo.»
«Saluteee! A te Milly…»
«Auguriii. Tieni Samanta.»
«No, ora guido. Dopo. Cantate un po’ che mi fate compagnia.»
«Cantare che ideyawwwn…»
«Ok. DORMITE TUTTI?»
Silenzio
«ALFREDO SEI IMPOTENTE.»
Silenzio
«GIORGIO SEI UN PRIMATE DEPRAVATO.»
Silenzio
«MILLI SEI UNA DECERBRATA.»
«Sìsì… sì Giorgino hai ragione tu, lasciami dormire eh…»
«Bene. Ah eccoci qui. Scusi è questo il Cul de Sac?»
«Certo signorina, c’è solo un problema noi accettiamo solo uomini…»
«No nessun problema, prendi questi due e dì a gigì che è il regalo di capodanno di Sam.»
«Wow grazie, già belli cotti eh.»
«Volevano essere completamente disinibiti falli portare dentro. Ok, ci vediamo, saluta Gigì.»
«Visto che è capodanno ci prendiamo anche la ragazza se vuoi.»
«Nono la porto a casa, divertitevi.»
«Certo questo è sicuro. Anzi guarda li hai consegnati appena in tempo. Quattro, tre, due, uno… Buon anné!»
«Anche a te, ciao. Ah e di a Gigì di non dimenticarsi di filmare tutto, ci tengono tanto…»

Tre

«Insomma questi sono alle Canarie. Sicuri, proprio sicuri?»
«Sì, tranquillo. Niente cani, niente allarme e casa vuota. Una passeggiata di salute. Quelli in salotto c’hanno un Carapaggio capito? E una riproduzione del campanile diciotto di Fidenze. Mica bruscolini.»
«Mah sarà… Io sto campanile diciotto non l’ho mai sentito. Dove hai detto che sta?»
«Eh perché sei gnurante. Comunque non ti preoccupare, ci sta zio Pe qui e così va tutto liscio. Aspettiamo tre minuti prima di mezzanotte, entriamo, prendiamo tutto e in 10 minuti siamo fuori. Hai capito?»
«Perché così in fretta? Voglio dire almeno un brindisi lo faremo, no?»
«Ma che sei scemo, ma non la guardi la televisione? Ora ci sono i poliziotti scienziati, per questo ti ho fatto mettere i guanti.»
«Ah per i poliziotti scienziati? Che disdetta.»
«Disdetta?»
«Massi credevo ti preoccupassi delle mie mani. Sai che l’altra settimana ti ho raccontato di quel mio problema alla pelle, credevo non mi avessi ascoltato affatto, invece quando sei arrivato coi guanti ho pensato “ah vedi che mi aveva ascoltato” ecco, tutto qui.»
«Tu sei pazzo ragazzo mio. Andiamo va.»

«Controllo a Alce 14. Passo.»
«Oh, tutt’apposto sì.»
«Allora Alce 14, si risponde: “Alce 14 operativo, nulla da segnalare Controllo.”. Non è difficile, ce l’hai scritto sul cruscotto.»
«Vabbuò Controllo, qui fa nu cazz’ i freddo e nun c’è un cane. Controllo.»
«Bene, fatti un giro per il quartiere e ricordati che villa Berlonghi è vuota, quindi non c’è bisogno che la controlli.»
«Come no, se è vuota ragione di più che la controllo, Controllo.»
«Ah ah quanto sei simpatico. No è vuota nel senso che è vuota, si sono portati via tutto, Caravaggio, Giotto, i soldi, i mobili, tutto. È vuota.»
«Ah vabbuo’ un pensiero in meno. Senti un po’ Controllo ma ci sono dei camini?»
«Dove?»
«Dai Niberlonghi lì.»
«In villa? Credo di sì.»
«E che dici Controllo, si saran portati pure quelli?»
«Non credo, perché?»
«Così, niente. Vabbuò Controllo vado a controlla’ di non congelarmi va, statte accuorto.»
«Chiudo Alce 14.»
«Sì ciao… Sai che ti dico: casa vuota, camino acceso, ma chi m’ammazza a me. Capodanno in Villa mi sparo.»

«Ok siamo dentro! Bravo ragazzo, ora ricordati di non toccare niente se non te lo dico io.»
«Ok. Posso chiedere una cosa?»
«No, adesso abbiamo poco tempo, dopo, in macchina.»
«Ok. Mi chiedevo solo perché…»
«Shhh! Ho detto dopo, in macchina. Fai piano, che qui rimbomba tutto.»
«Proprio questo mi chiedevo, perché rimbomba così tanto. Sembra vuota.»
«Eh che scoperta. Sono alle Canarie ti ho detto.»
«Vabbè di certo avranno delle grosse valige.»
«Oh madonna, è vuota.»
«Si, stanno tutti alle Canarie.»
«Ma va va, taci! Non c’è più nulla il Carapaggio, il diciotto, i mobili, qui non c’è niente!»
«Davvero incredibile cosa si riesce a mettere nel bagaglio. Pensa che io una volta…»
«Eh stai zitto! Cosa è stato?»
«Cosa?»
«La porta, la porta! Ci sono le guardie shhh!»
«Hoi vita hoi vita mia… Jamme col capodanno in villa. Mah un po’ freddino, vediamo si ‘sti strunzi hanno lasciato qualcosa da brucia’… Ah ottimo queste è tela, brucia benissimo e sto pendolo è perfetto per farlo scoppietta’. Ci manca solo una poltrona, co sto culo che mi ritrovo ce ne sarà una sicuro.»
«Oh cacchio! Viene da questa parte, che facciamo?»
«Shhh! Fammi pensare!»
«Tranquillo ci penso io stavolta Pe… Tre, due, uno. Auguriii!!!»
«Oh maronna che è.»
«Nono signor Metronotte non spari, per favore noi siamo solo qui per il Carpaccio. Insomma, lei è qui a fare il suo lavoro noi il nostro, ma diamine chi non ha il tempo per un brindisi. Eh? Dai vieni fuori Pe, hai visto che ho fatto bene a portare la bottiglia.»
«Sei proprio gnurante, adesso ci arresta.»
«Esagerato e che sarà mai, per un po’ di carpaccio, pure io tengo ‘na fame.Dai portate la bottiglia e andiamo vicino al camino che qui si schiatta di freddo.»

Due

«Ok ce la possiamo fare. Il latte in polvere è come la cocaina, ma solubile, avessi avuto una roba così anni fa a capodanno mi sarei pagato tutta l’università in una sera. Dai collabora però eh, se continui a piangere non ne usciamo più.»
«Mah… Maaahhh…»
«Eh lo so che vuoi la mamma, ma la mamma se n’è andata con quel figlio di… insomma lo sai e ti devi accontentare del papà, quindi facciamo gli uomini e cambiamo sto pannolino, ok? Sarà quello che ti fa piangere. Google dice che se piangi alla tua età, le cose sono due: o fame o merda, sarà così anche dopo tranquillo, sei normalissimo.
Ahah eccola qui la colpevole, vedi che Google ha sempre ragione.»
«Eheh.»
«Ti hanno già comprato eh, ridi ridi, dirai prima Google che papà mi sa. Ok, bene, mi piaci molto di più quando non piangi sai. Ora non resta che decidere come finire il capodanno.»
«Gheee!»
«Già già festa! Sai ero bravissimo a ubriacarmi alle feste, ma devo dire che mi metti un po’ in difficoltà tu, mai avuto ospiti così giovani. Di un po’ cosa fanno quelli della tua età a capodanno?»
«Mahhh!»
«Eh già chi lo sa. Prima volta anche per te. Ok, rivediamo il programma: cenone a base di latte in polvere, fatto, beh da rifare presto, ma fatto; cambio pannolino fatto, idem, ma fatto. Che manca? Ah si il brindisi! Vediamo un po’, camomilla?»
«Ueee!!!»
«Okok no, scherzavo, tranquillo, ho la soluzione. Inestimabile Acqua delle Alpi imbottigliata appositamente per noi questa notte.»
«Eheh…»
«Verissimo, solo per noi. Hey hey è ora! Due, uno… evvivaaa. Buon anno piccolo, vacci piano con quella roba eh.»
«’Pa…»

Uno

«Ho cominciato a pensare ad alta voce a tredici anni, il giorno dell’esame ho cominciato e non ho smesso più. Ma non sono pazzo, no di certo.
Non posso nemmeno dire che il mio vizio non mi abbia causato diversi disagi nella vita. Insomma, è ovvio che uno che mette l’ampli al cervello facile che dica delle cose che non dovrebbe dire. Così con il mio vizio ho fatto lasciare i miei genitori, e anche i nonni a dirla tutta, gli altri familiari non mi parlano più da allora, ma non credo per risentimento, piuttosto per paura, dicono che sono uno che rovina le famiglie.
Mah.
La maggior parte di quelli che mi conoscono crede che sia matto come un cavallo e non li biasimo affatto. Basta guardare la faccia della gente in questo esatto momento, mentre, passeggiando tra loro, dico quello che dico che come si può giudicare non reca danno ne offesa a nessuno. Eppure si fanno da parte quando passo, si toccano la tempia con l’indice mentre accennano a me e le donne ridacchiano, i più spavaldi e cafoni a volte mi apostrofano. Sto passando di fianco a uno di questi proprio adesso, ecco…»
«Pazzo! Maniaco!»
«Per fortuna a questo genere di feste dove la gente porta il cravattino, qualche urbanissimo insulto è il peggio che mi possa capitare. Più spesso di quanto potessi immaginare mi sono ritrovato a un passo dal linciaggio in questi anni, per questo prediligo i posti affollati ed eleganti, dove la gente non si ascolta.
Proviamo subito con quei due che aspettano abbracciati con la bottiglia lo scoccare della mezzanotte. Ora mi avvicino e dico: “Tua moglie va a letto con tuo cugino” e passo oltre. Ah ecco altri due bei soggetti: “Tuo marito va a trans”.
Nei posti con tanta gente è fantastico il mio vizio, ora mi volto e il cornuto ha realizzato, il tipo che va a trans invece deglutisce, per fortuna sua la moglie è completamente ubriaca. Ah il capodanno. Lo adoro. …uno. Buon anno! “Sei stato adottato.” Auguri!».

Zero

«00000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000h!».
(Stupore?)

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