Europa: dopo la recessione, la regressione

Fa un po’ spavento girare per i quotidiani europei ed accorgersi che il vecchio continente mostra le stesse piaghe dovunque ci si giri.Corruzione, razzismo, intolleranza e abitudine allo spreco. In Belgio vincono i separatisti, in Olanda sono esplosi gli xenofobi ultraliberali, in Francia e in Italia governano due ultraconservatori con la mania del controllo e qualche problema di realismo. Germania e Spagna hanno due buoni governi che rischiano di pagare la crisi con la loro testa.

L’Europa fatica a crescere come modello, vedere il più grande progetto politico della storia umana, Paesi che pacificamente si aggregano per formare una comunità nuova, afflosciarsi e fermarsi davanti ai più banali ostacoli è avvilente.

Dopo anni di “bisognerebbe fare” l’Europa si ritrova ancora senza una politica estera, economica ed energetica comune.

Parafrasando D’Azeglio l’Europa è fatta restano da fare gli europei.

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