Il Paese che vogliamo, il Paese che abbiamo

Mi sento superato, come un vecchio che pensa all’imperfetto ed è perennemente scavalcato dagli eventi.

Essere vecchio in Italia oggi significa pensare che c’è un limite a tutto, che la legalità alla lunga paga, che essere mafioso e puttaniere è sbagliato, che amare la propria lingua, la propria storia e la propria cultura è giusto. Essere superati oggi in Italia significa pensare che la preparazione dà risultati, che l’impegno fine a se stesso e l’attenzione al bene comune è l’apice della vicenda umana, che la politica serve a risolvere i problemi e selezionare le migliori menti di un Paese per metterle al servizio della comunità.

Mi spiace dirlo ma non ho più speranze, l’ignoranza, il malcostume, la criminalità come modello virtuoso e auspicabile, la mediocrità come obiettivo sono la realtà storica in cui viviamo e in cui i B. del paese prosperano. Sono quelli che in tutto il mondo sarebbero sconfitti, gli inetti, i pavidi, i servi e gli incompetenti, quelli che a scuola finivano dentro gli armadietti, cresciuti nel disagio della loro ignoranza e nell’ansia della riscossa ad ogni costo a governare e guidare questo povero Paese. Nessuno o quasi è competente rispetto al suo ruolo ma tanto non frega nulla a nessuno. Bondi è ministro della cultura? Bravo lui che pur essendo un ignorante ha saputo arrivare fin lì, sia pure a costo del buongusto della verità e della cultura stessa, che ci frega. Schifani è presidente del senato? Buon per lui che ha saputo trasformare l’amicizia dei mafiosi in curriculum. Calederoli è ministro? Lo vedi che a spararle grosse e ignorare la grammatica c’è da guadagnarci. La Minetti è consigliere regionale a 8.000 euro al mese? Giusto, essere figa è l’unico merito che può avere una donna, se poi fa i pompini a gratis meglio ancora. Berlusconi va con le minorenni? è un figo, beato lui. Potrei andare avanti all’infinito, dai direttori degli uffici postali, ai copotreno, ai primari, ai docenti, l’incompetenza regna sovrana in ogni dove qui da noi. Gasparri è il faro culturale, il modello della nazione, Signorini si è sostituito a Montanelli e Pasolini che diciamolo erano proprio noiosi e troppo, troppo preparati.

Gli italiani in fondo non chiedono molto, vogliono solo potersi guardare allo specchio senza domande dentro, senza nulla con cui confrontarsi, senza modelli virtuosi ingombranti e imbarazzanti, cercano solo qualcuno che li accontenti e non li faccia sentire troppo diversi, a culo tutto il resto.

Come, quando e se usciremo da tutto questo sarà già troppo tardi.

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