Cose inevitabili

Questi sono giorni in cui un analista detesta avere avuto ragione. Ci sono poche cose prevedibili nella Storia umana e questa guerra è una di quelle. Ciò che mi chiedo ora è se il popolo europeo, così giovane, eppure tanto inconsapevolmente antico, sarà in grado di cacciare la guerra indietro e non riprodurre uno schema che già conosciamo, fatto di presunzione e oblio.

Eliminato Putin e restituita l’Ucraina alla pace, cosa che non sarà veloce né indolore come pensano molti, dovremo essere in grado di offrire al popolo russo ciò che non siamo mai riusciti a dare: comprensione e coinvolgimento nell’Unione. La Russia è Europa nel corpo, nel cuore e nelle idee. La nostra cultura senza Dostoevskij, Tolstoj o Gogol cosa sarebbe?

Smettere di opporsi al futuro, ostentando visioni nazionalistiche o addirittura regionalistiche, non sarà compito facile, ma essenziale per la sopravvivenza stessa dell’umanità. Perseguire la vendetta eterna è peccato capitale non per tradizione, ma per sostanza.

Superiamo le divisioni, i nazionalismi e torniamo solo umani, atra soluzione non esiste.

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