Armi: la morte non è in crisi

mine

La vendita di armi nel mondo non accenna a diminuire. L’Italia è il secondo produttore al mondo, le esportazioni nel 2009 sono cresciute del 61% nonostante la crisi.Tanto che nel solo 2009 le banche si sono ripartite operazioni di incasso vendite dell’industria di prodotti per «sicurezza e difesa» pari a 3,79 miliardi. Ma non siamo soli, la Spagna di Zapatero nell’anno orribile dell’economia ha visto incrementare del 44% la vendita di armi.

Di Stati Uniti e Russia nemmeno parliamo per non vomitare. La verità è che se le potenze del G8 diminuissero la produzione di armi probabilmente sarebbe più difficile fare la guerra. 

Oltretutto i ‘grandi’ non si limitano a vendere ma comprano pure. Nel 2010 l’Italia ha speso in armamenti 3,5 miliardi di euro, con una previsione di spesa di 15 miliardi in tre anni, circa la metà dei soldi necessari a ripianare i conti del Paese.

Resta da capire come mai per fare la ‘pace’ servano tante armi.

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